Menu

Assistant

Gino
Ask Gino
Vitigno

Pecorino

Un'uva quasi estinta negli anni Settanta, oggi il bianco che l'Abruzzo esporta con più convinzione.

56 Vini
36 Produttore
Abruzzo Soprattutto da
12.9% Grado medio

Il nome viene da pecora, e le ipotesi si somigliano tutte: l'uva che le greggi beccavano lungo le vie della transumanza, o semplicemente la varietà coltivata dove passavano i pastori fra Marche e Abruzzo. Con il formaggio omonimo non c'entra nulla, e vale la pena dirlo perché è il primo pensiero di chiunque legga l'etichetta per la prima volta.

Negli anni Settanta era praticamente scomparso: poco produttivo, difficile, sostituito ovunque da uve più generose. Il recupero parte da poche viti superstiti nell'entroterra marchigiano e si allarga dagli anni Ottanta all'Abruzzo, dove oggi ha più superficie che nella regione da cui è stato salvato. In etichetta si trova come Abruzzo Pecorino DOC, spesso Superiore, e sotto le IGT collinari; nelle Marche entra nella DOCG Offida.

È un bianco strutturato, non un bianco leggero. Matura presto e accumula zuccheri, quindi il grado alcolico è alto — nel nostro catalogo i Pecorino stanno circa un punto sopra la media dei bianchi che seguiamo — ma l'acidità regge il peso. I profumi vanno sulla salvia e l'anice, sui fiori bianchi e sull'agrume, con un'amarezza erbacea finale che è la sua firma.

Una parte non piccola finisce spumantizzata: la stessa acidità che sostiene il vino fermo lo rende una base credibile per il metodo Martinotti, e fra le bottiglie che seguiamo gli spumanti da Pecorino sono ormai una costante.

Pecorino — una selezione

Vedi tutti i 56

Produttori in Pecorino

Gino, your AI sommelier