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Denominazione

Vernaccia di San Gimignano

Il primo vino italiano a ottenere la DOC, ed è un bianco — in una regione che tutti raccontano come terra di rossi.

11 Vini
7 Produttore
12.9% Grado medio
€175 Prezzo medio

Nel 1966 la Vernaccia di San Gimignano fu la prima denominazione di origine controllata assegnata in Italia. Non una delle prime: la prima. È diventata DOCG nel 1993. Il fatto che il capostipite del sistema italiano sia un bianco toscano, e non un Barolo o un Chianti, è la cosa che più sorprende chi lo scopre.

Il vitigno si chiama Vernaccia di San Gimignano e deve costituire almeno l'85 per cento del vino. Il nome trae in inganno: "vernaccia" è un appellativo antico e generico, usato in mezza Italia per uve senza legame fra loro. La Vernaccia di Oristano è un vino sardo ossidativo, la Vernaccia di Serrapetrona è un rosso spumante delle Marche. Con questa denominazione hanno in comune soltanto la parola.

La documentazione storica è insolitamente ricca per un bianco: la Vernaccia appare negli atti sangimignanesi già nel Trecento, e Dante la cita nel Purgatorio a proposito di papa Martino IV, che ne era ghiotto. Per secoli è stata il vino di pregio esportato da una città che vive sulle sue torri.

Nel bicchiere è un bianco asciutto, di corpo medio, con una scia sapida e una chiusura ammandorlata che è la sua firma più riconoscibile. La Riserva richiede almeno undici mesi di affinamento più tre in bottiglia e sopporta bene qualche anno, cosa che smentisce l'abitudine di bere ogni bianco toscano nell'anno.

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