Il Recioto è il vino storico delle colline veronesi, e l'Amarone ne è una derivazione tarda. Si ottiene per appassimento: le uve riposano nei fruttai per mesi, concentrando zuccheri ed estratto. La differenza sta nella fermentazione, che nel Recioto viene interrotta mentre lo zucchero è ancora abbondante. Il risultato è dolce, denso e non liquoroso, perché l'alcol resta moderato e non viene aggiunto nulla.
Il nome viene dal dialetto veronese recia, orecchia, e indica le ali laterali del grappolo: più esposte al sole, più mature, più ricche di zucchero. Erano quelle che si sceglievano per l'appassimento, e da lì la parola è passata al vino.
Oggi esistono due denominazioni distinte che condividono la tecnica ma non il colore. Il Recioto della Valpolicella DOCG nasce da Corvina, Corvinone e Rondinella ed è rosso, scuro, di ciliegia sotto spirito e cioccolato. Il Recioto di Soave DOCG, riconosciuto nel 1998 come prima DOCG del Veneto, nasce da Garganega ed è bianco, dorato, di albicocca secca e miele.
Sono vini di quantità minima e di lavoro sproporzionato, e per questo rari. Vanno serviti freschi ma non freddi, e reggono i dolci secchi meglio della pasticceria cremosa; il Recioto rosso è fra i pochi vini che sostengono davvero il cioccolato fondente.