Il Barbaresco nasce da Nebbiolo in purezza in quattro comuni a est di Alba: Barbaresco, Neive, Treiso e la frazione di San Rocco Seno d'Elvio. Ottenne la DOCG nel 1980, lo stesso anno del Barolo, e le due denominazioni sono abbastanza vicine da condividere suoli e tradizione, ma abbastanza diverse da non essere intercambiabili.
La differenza principale è il Tanaro. Le colline del Barbaresco sono più basse e più vicine al fiume, quindi leggermente più calde: il Nebbiolo matura prima e produce vini di tannino più fine e di approccio più immediato. Il disciplinare ne prende atto e chiede ventisei mesi di affinamento, di cui nove in legno, contro i trentotto del Barolo; la Riserva ne richiede cinquanta.
Definire il Barbaresco il fratello minore del Barolo è comodo e sbagliato. È un vino più snello e più precoce, non meno serio, e le migliori bottiglie invecchiano quanto i grandi Barolo. La denominazione conta sessantasei MGA, e il lavoro di Angelo Gaja a partire dagli anni Sessanta è stato decisivo nel farla riconoscere come territorio autonomo.